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Cambiare hosting o dominio senza sparire da Google

Cambiare hosting, passare a un dominio nuovo o rifare il sito sono momenti normali nella vita di un'attività. Fatti male, però, costano in un giorno le posizioni su Google costruite in anni, e a volte anche le email. Ecco cosa si rompe e come si evita.

Tre traslochi diversi

Non tutti i cambi sono uguali. Cambiare hosting vuol dire spostare il sito su un altro server: il dominio e gli indirizzi delle pagine restano gli stessi. Cambiare dominio vuol dire che ogni pagina avrà un indirizzo nuovo. Rifare il sito spesso cambia gli indirizzi anche se il dominio resta lo stesso: «/chi-siamo.html» diventa «/chi-siamo», un servizio cambia nome. Ognuno ha i suoi rischi.

Ogni vecchio indirizzo deve portare a quello nuovo giusto

Google conosce le tue pagine per indirizzo. Se un indirizzo smette di esistere, chi arriva da Google trova un errore e Google, poco alla volta, toglie quella pagina dai risultati. Le posizioni che aveva non passano da sole alla pagina nuova.

Il rimedio è il redirect 301: un'istruzione sul server che dice «questa pagina adesso sta qui», a Google e ai visitatori. Va fatto pagina per pagina, verso la pagina nuova che parla della stessa cosa. Mandare tutto alla home è una scorciatoia che Google tratta quasi come un errore. Quando si cambia dominio, quello vecchio va rinnovato e lasciato a fare redirect per molto tempo, almeno un anno; e in Search Console esiste uno strumento apposta, il cambio di indirizzo, per dire a Google del trasloco.

Le email sono la cosa che si rompe senza avvisare

Spostando il dominio da un fornitore a un altro si spostano anche le sue impostazioni DNS, tra cui quelle che dicono dove arriva la posta. Se nessuno le ricopia, il sito funziona e le email smettono di arrivare, spesso senza un messaggio di errore. Insieme vanno ricopiate le impostazioni SPF e DMARC, che proteggono il dominio dalle email false: nei siti che analizziamo mancano già in 28 domini su 100, e un trasloco è il momento in cui si perdono più facilmente.

Come si fa un trasloco pulito

  1. Prima di toccare qualcosa, fai l'elenco di tutte le pagine del sito e delle impostazioni DNS attuali, posta compresa.
  2. Prepara il sito nuovo e provalo prima che sia online, non dopo.
  3. Se cambiano gli indirizzi, scrivi la tabella vecchio → nuovo per ogni pagina e trasformala in redirect 301.
  4. Il giorno del passaggio, ricopia le impostazioni della posta e controlla che un'email arrivi davvero.
  5. Nei giorni dopo, guarda in Search Console le pagine che danno errore e correggile una per una.

Prima ancora: dominio e accessi a nome tuo

Molti traslochi diventano difficili per un motivo che con la tecnica non c'entra: il dominio è intestato a chi ha fatto il sito anni fa, e quella persona non risponde più. Dominio, hosting, accessi all'amministrazione e alla posta devono essere a nome tuo, con le password conservate in un posto sicuro. Così cambiare fornitore resta una scelta tua.

Nei nostri restyling e traslochi ogni vecchia pagina porta alla nuova giusta e la posta viene controllata il giorno stesso. Se stai per cambiare, scrivici prima: costa meno prevenire che recuperare.